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Questi due parametri sono stati selezionati in quanto non difficoltosi da determinare, spesso già utilizzati dagli allevatori a fini gestionali, ben correlati con le emissioni dirette di metano. Mechanisms of soil bonding analogous to xanthan and linked to the presence of charged groups can be inferred from 13C-CPMAS. Tuttavia, da un confronto dei dati sulla copertura percentuale della SAT dei due Censimenti Istat del e riferiti ai seminativi Cumulative emissions were higher for LQ 5. Seed germination data were fitted to a binomial log-logistic regression model. Le analisi di cui sopra hanno richiesto l acquisizione di dati tecnici relativi ai processi di produzione agricola e animale ma anche di molti altri dati di natura economica acquisti, vendite, stipendi, salari, ecc. Também trabalhamos d i retamente com diversas organizações muçulmanas diferentes que trabalham em partes muito pobres do país.

Uso de torta de palmiste y subproductos de palma de aceite en concentrados para anímales*

Tali oscillazioni si riducono andando ad analizzare separatamente le due forme di stabulazione: La prima rappresenta il ceppo italiano della razza Pezzata Nera Olandese, originaria della regione della Frisia e deriva dall'incrocio dei diversi ceppi di Pezzata Nera creatisi in vari Paesi soprattutto USA e Canada.

Dalla fine dell' è divenuta in assoluto la razza più lattifera e più diffusa nel mondo. Morfologicamente questa razza è di buona mole, con un caratteristico manto pezzato bianco e nero. Il ceppo italiano della Bruna Alpina deriva da soggetti svizzeri, austriaci e bavaresi, rinsanguati con il ceppo americano Brown Swiss. Inizialmente a triplice attitudine carne, latte e lavoro è stata selezionata rendendola specializzata per la produzione di latte.

Grazie alle sue doti di adattamento all ambiente e attitudine al pascolo, la Bruna, in pochi decenni, si è diffusa in Italia sostituendo soprattutto razze locali. Ha il mantello bruno uniforme dal sorcino al castano più scuro nei maschi, con musello ardesia circondato da una striscia bianca.

Unisce all'elevata produzione di latte, una buona attitudine alla caseificazione. La maggior parte delle stalle a stabulazione libera prevede una struttura di stabulazione aperta che garantisce buone condizioni microclimatiche per gli animali e che spiega l elevata presenza di ottime valutazioni nella macroarea C. Frequente è anche la presenza di ventilatori che concorre a mitigare le alte temperature estive.

Quasi la metà degli allevamenti è stato classificato ad un livello pari a 4. L indagine evidenzia che il collegamento tra i locali di stabulazione e la sala di mungitura è agevole garantendo agli animali un percorso sicuro e che spesso sono presenti abbeveratoi all uscita della sala per soddisfare il bisogno di bere dopo la mungitura. Tra i parametri igienico-sanitari legati al benessere animale è stato verificato che la gestione della lettiera viene condotta correttamente in quasi tutte le aziende; questo garantisce sia un buon comfort che idonee condizioni per l igiene della mammella.

E diffusa l adozione di un assistenza veterinaria programmata che consente un idoneo monitoraggio delle condizioni di salute degli animali. La tabella che segue Tab riporta la ripartizione percentuale di alcune caratteristiche aziendali nella tipologia di stabulazione fissa. Tab Distribuzione percentuale della rispondenza dei principali parametri tecnici in aziende a La maggior parte delle aziende non dispone di paddock ma prevede la disponibilità di pascoli e quindi la possibilità per gli animali di svolgere attività locomotoria e adeguata ginnastica funzionale.

Nella quasi totalità dei casi non sono previste zone specifiche per l'isolamento nel caso di insorgenza di patologie e per il parto; la stabulazione fissa non permette un agevole spostamento degli animali, tuttavia sarebbe necessario predisporre di un locale separato almeno per l isolamento dei capi malati.

La modalità di svezzamento dei vitelli è condotta correttamente nella maggioranza dei casi. Nessuna delle aziende prevede un piano di controllo igienico-sanitario, ricorrendo all'intervento del veterinario solo in caso di emergenze o patologie ormai conclamate. Questo punteggio, molto vicino al giudizio buono, risente della maggiore numerosità di capi presenti negli allevamenti a stabulazione libera che hanno ricevuto generalmente i punteggi più elevati.

Tale risultato è confortante rispetto alla rispondenza delle tecniche di allevamento al soddisfacimento del benessere animale. Nel grafico sottostante viene rappresentato i risultati delle singole aziende nell anno. L ottimale gestione dell alimentazione della vacca da latte dovrebbe favorire il raggiungimento di particolari valori di BCS nelle diverse fasi fisiologiche della lattazione. Un valore troppo elevato nella fase di preparto comporta difficoltà di parto, ritenzione di placenta, aumento delle malattie metaboliche, riduzione della produzione di latte mentre l eccessiva perdita di condizione corporea BCS nella fase iniziale della lattazione prolunga la fase di anestro post-partum riducendo l efficienza riproduttiva della bovina.

Il valore dell indicatore TOS-BBL di filiera, pari a 3,9, dimostra soddisfacenti condizioni di allevamento e quindi una buona situazione relativamente agli aspetti legati al benessere animale in Mugello.

I risultati raggiunti dall indagine condotta sul benessere animale, unitamente alle altre sviluppate nell ambito del Progetto CASET, consentiranno alla Filiera Mukki composta dalla Centrale del Latte di Firenze Pistoia e Livorno, le Cooperative dei Produttori e i Produttori di Latte Mugello di intraprendere tutte quelle azioni atte ad accrescere la conoscenza della filiera toscana del latte bovino; rafforzare la filiera del latte bovino in Toscana e il rapporto fra la filiera i partner commerciali In particolare, i risultati dell analisi del benessere animale, permetteranno di valutare nel tempo gli impegni che la Filiera intende assumersi nei confronti dell intera collettività relativamente ai suoi rapporti con il rispetto degli animali on allevamento, i consumatori e l Etica gestionale, come indicato nel Protocollo di Filiera del Latte Mugello.

Attraverso l uso degli indicatori selezionati sarà possibile misurare il miglioramento della filiera nell area del benessere animale facendo riferimento alla base line identificata dalle attività di Progetto. Il sistema degli indicatori per il monitoraggio del benessere animale Selezione e presentazione degli indicatori Il concetto di benessere animale ha subito negli anni una caratterizzazione sempre più accurata; da un primo approccio, in cui l attenzione era rivolta esclusivamente verso la condizione fisico-sanitaria degli animali allevati, il concetto si è esteso alla sfera mentale Rapporto Brambell, e successivamente al concetto di armonia tra animale ed ambiente esterno Hughes, Le Cinque Libertà, riassunte nel British Animal Welfare Council del , coinvolgono tutti i punti critici ritenuti fondamentali per la vita di ogni animale in un allevamento: In ambito zootecnico risulta particolarmente appropriato il concetto di benessere zootecnico inteso come condizione di massima capacità produttiva, quantitativa e qualitativa di cui è capace l'animale senza manifestazioni patologiche e turbe comportamentali che possano portare ad alterazioni del suo normale equilibrio fisiologico Zoccorato e Battaglini, Risulta evidente che il benessere degli animali è quindi un concetto molto ampio, legato anche ad aspetti soggettivi e motivazioni etiche, per cui, la possibilità di misurarlo scientificamente e in maniera imparziale, è ancora una questione aperta.

La mancanza di criteri univoci rende difficile la scelta della metodologia e dei parametri da adottare, nonché della loro interpretazione. Il primo metodo che ha previsto una quantificazione numerica corrispondente a un giudizio di merito è l Animal Needs Index ANI 35L di Bartussek , sostanzialmente incentrato sull analisi di fattori ambientali, condizioni stabulative e management aziendale, dal quale sono derivati numerosi altri sistemi.

I metodi di valutazione possono essere raggruppati in due categorie principali: I primi possono anche essere definiti come Animal-based criteria e rappresentano i parametri rilevabili direttamente sugli animali; i secondi, definiti anche come Design criteria, rappresentano invece i parametri relativi all'ambiente di allevamento e al suo management Scipioni et al. Nonostante la scarsa simmetria di vedute, i metodi di valutazione indiretti si sono dimostrati adatti a identificare i punti deboli delle condizioni di stabulazione e a confrontare le condizioni di benessere nelle differenti aziende agricole.

L ambiente di allevamento infatti, rappresentando l insieme di Alla luce di queste considerazioni - e della necessità di selezionare gli indicatori in base alla loro significatività rispetto alle problematiche oggetto di attenzione, accettabilità da parte degli attori locali, effettiva misurabilità nel tempo, capacità di coinvolgimento delle imprese, semplicità di calcolo e immediatezza di comprensione - si è ritenuto opportuno indirizzarci per i fini precedentemente descritti verso un metodo di valutazione a indice aziendale che si prefigge di valutare i parametri tecnici riguardanti prevalentemente le strutture e il management; per questo è stato messo a punto un indicatore, definito TOS-BBL, che fornisce una valutazione il più possibile oggettiva del livello di benessere in allevamenti di bovine da latte.

Questo indicatore, sviluppato sulla base dell'indice Benessere Animale IBA messo a punto dal CRPA di Reggio Emilia, si basa sia su parametri tecnici consolidati, messi a punto da ricerca, sperimentazione ed esperienza di allevatori, veterinari e tecnici che sulla legislazione vigente.

Tra gli indicatori descritti, il TOS-BBL rappresenta uno strumento completo, ripetibile in quanto basato prevalentemente su parametri oggettivi relativi all ambiente e alle strutture e di semplice esecuzione da parte dei tecnici opportunamente addestrati.

Gli indicatori Indicatore 1: TOS-BBL TOScana-Benessere Bovine da Latte L indicatore TOS-BBL TOScana-Benessere Bovine da Latte è un metodo di valutazione on farm, che stima il livello di benessere animale attraverso la misurazione di parametri principalmente relativi alle strutture d allevamento, vista la loro stretta connessione con la qualità di vita degli animali Rilevanza per la tematica e giustificazione scientifica L indicatore TOS-BBL fornisce una stima del livello di benessere attraverso la valutazione di parametri tecnici riguardanti prevalentemente le strutture e il management, cioè le risorse dell'allevamento resource-based systems.

I due metodi sono stati utilizzati per la valutazione del benessere animale in Toscana TOS-BBL e in Emilia Romagna IBA nell ambito della Misura pagamenti per il benessere animale e i risultati delle valutazioni sono facilmente confrontabili. Conference of assessment of animal welfare at farm or group level, Copenaghen August; Barbari et al. Il sistema è suddiviso in cinque macroaree, in linea con quanto previsto dal Regolamento Comunitario Reg.

Il sistema è costituito da un foglio di calcolo suddiviso nelle seguenti macroaree: Management aziendale e personale; B. Sistemi di allevamento e stabulazione; C. Alimentazione e acqua di bevanda; E. Aspetti igienico-sanitari e comportamentali. Una volta completato l inserimento dei dati della checklist, ogni macroarea e l intera azienda ottengono un punteggio che corrisponde ad un giudizio di benessere secondo il seguente schema di classificazione: Il valore medio ponderato rilevato nell indagine diretta anno a livello di filiera è risultato 3,9.

Nel grafico sottostante viene rappresentato il livello di benessere animale raggiunto dalle singole aziende nell anno TOS Azienda Presenza di eventuali benchmark L obiettivo prefissato con questo indicatore in una prima fase è quello di raggiungere il livello 2 corrispondente a sufficiente in ogni macroarea e in tutte le aziende che presentano punteggi inferiori, per ridurre le carenze più gravi.

Allo scopo di monitorare l efficacia degli interventi di miglioramento dell azienda vengono forniti due strumenti opportunamente semplificati: Una volta compilata la checklist, i dati possono essere trasferiti nel foglio di calcolo per BCS Body Condition Score L indicatore della condizione corporea delle bovine BCS valuta lo stato di ingrassamento delle bovine basandosi sull osservazione e sulla palpazione di determinate aree del corpo, dette tasti.

Lo stato di ingrassamento varia sostanzialmente con il livello alimentare adottato, nonché con lo stato di salute o fisiologico della bovina Rilevanza per la tematica e sua giustificazione scientifica Il BCS è un indicatore della salute e del benessere degli animali più utilizzato. Conviene calcolarlo con la metodologia utilizzata dall ANAFI Allegato 6 , anche per poter confrontare i dati con quelli regionali e nazionali.

Body condition score and its association with dairy cow productivity, health, and welfare. Modalità di calcolo a livello aziendale Dopo un breve addestramento gli allevatori potrebbero rilevare il BCS su un campione di vacche in lattazione della loro mandria almeno 6, per motivi statistici e comunicare i dati singoli rilevati, per una successiva elaborazione Modalità di aggregazione a livello di filiera Almeno una volta l anno ogni allevatore dovrebbe comunicare i dati rilevati nella sua azienda.

E stato calcolato su 10 vacche in un campione di 8 aziende per un totale di 80 capi. Le attività agricole nel loro insieme coltivazione dei campi e allevamento degli animali influenzano quindi aree rilevanti del territorio inducendo alterazioni più o meno profonde a livello ambientale, economico, sociale e paesaggistico. A livello ambientale, gli impatti producibili dalle attività agricole sono riconducibili, essenzialmente, a una maggiore suscettibilità del terreno all erosione idrica, a una progressiva perdita di fertilità del terreno impatto sul suolo , all incremento dei fenomeni di inquinamento delle acque superficiali e profonde ad opera di fitofarmaci, concimi chimici e organici impatto sulle acque , all immissione in atmosfera di gas corresponsabili dell innalzamento della temperatura del Pianeta gas serra impatto sull aria , all impiego massiccio di energia non rinnovabile e alla scomparsa di specie vegetali e animali perdita di biodiversità.

Gli impatti di cui sopra possono essere più o meno rilevanti e duraturi nel tempo in funzione dell indirizzo produttivo dell azienda agricola e delle tecniche di produzione adottate tabella 2. Per comprendere e sviluppare concretamente i principi dell Agricoltura Sostenibile è opportuno avere la percezione dell azienda agricola come di una porzione di ambiente naturale all interno del quale si opera per sviluppare reddito agro-ecosistema , ma facendo ricorso a sistemi gestionali rispettosi delle leggi che regolano il funzionamento degli ambienti naturali.

Molti di questi processi sono collegati alla contemporanea presenza in azienda dell allevamento animale e della coltivazione delle piante erbacee e arboree. In genere, quindi le aziende miste sono considerate le aziende che più delle altre quelle specializzate esclusivamente nelle produzioni vegetali o prevalentemente indirizzate a una zootecnica intensiva possono integrarsi correttamente nell ambiente, se gestite secondo i principi dell agricoltura sostenibile.

Innovazione di processo L azienda agricola ed in particolare quella zootecnica, non rappresenta un sistema isolato ma con le sue attività lavorazioni agricole, coltivazioni, pascolo, etc. E importante pertanto valutare le modalità con cui le varie pratiche agricole sono eseguite per verificarne la loro sostenibilità.

In questa fase, il Progetto si propone di valutare le prestazioni ambientali delle aziende in termini di erosione del suolo, perdita di sostanza organica, introduzione di inquinanti nel suolo e nelle acque, biodiversità strutturale, e di identificare le buone pratiche agricole che consentano ad un azienda agricola di eseguire le attività nel rispetto dell ambiente, perseguendo l obiettivo della sostenibilità ambientale e aziendale.

AESIS comprende le seguenti fasi procedurali: Per ogni sistema ambientale è stato definito un set di indicatori agro-ambientali analitici, sulla base dei punti critici della gestione aziendale individuati per il contesto produttivo del Mugello.

Problematiche rilevanti previste dalla ISO Nota: Le aree semi-naturali comprendenti i boschi, le aree a pascolo, altre aree non trattate chimicamente nel loro complesso sono il Il territorio si connota in particolare per la presenza di pascoli naturali e prato-pascoli 9. Il valore delle produzioni foraggere e pastorali si qualifica con la produzione del latte, con aziende che rappresentano un presidio di valori, di tradizioni e cultura, oltre che di tutela del paesaggio e dell'economia locale.

Alcune queste aziende ha una gestione biologica per quanto riguarda le coltivazioni. Questo territorio si caratterizza per la presenza di due contesti produttivi diversi: Rappresentazione del territorio del Mugello con la distribuzione delle aziende Alto Mugello Basso Mugello Le analisi fatte nel tempo Relazione dello stato dell Ambiente della provincia di Firenze , Piano di azione Ambientale della Regione Toscana , Piani di settore come il Piano di Tutela delle acque , ecc.

Infatti le colture che più di altre richiedono interventi artificiali elevati consumi idrici, frequente rilascio di inquinanti come fitofarmaci, concimi non naturali sono scarsamente diffuse ed è pertanto lecito ipotizzare che situazioni di inquinamento rilevante siano episodiche e territorialmente circoscritte.

La gestione talvolta intensiva dell attività zootecnica comporta la produzione di rilevanti quantità di liquami spesso non inseriti nei piani di fertilizzazione aziendale, e una dipendenza esterna per l approvvigionamento di foraggi e mangimi. Uno studio effettuato nel , con il Progetto ARSIA Sistemi informativi per le politiche agroambientali in Toscana, ha previsto una attività partecipativa con i principali attori sociali del territorio agricoltori, amministratori, tecnici del settore , da cui sono emerse una serie di problematiche agronomico-ambientali per la zootecnia in Mugello.

Queste in sintesi sono le seguenti: Gestione dei liquami lisciviazione dell azoto nelle acque Gestione agronomica dei pascoli ai fini della conservazione della biodiversità Adeguamento ai requisiti di condizionalità delle strutture aziendali, es. Gestioni dei rifiuti speciali delle aziende agrarie Gestione delle sistemazioni idraulico agrarie particolare riferimento a scoline e fossi collettori ai fini della riduzione del rischio di erosione dei suoli e della conservazione della fertilità dei suoli Impiego non adeguato dei prodotti fitosanitari generato da una scarsa formazione e sensibilizzazione nei confronti degli agricoltori che per la gestione delle infestanti e dei patogeni si affidano ai commercianti di prodotti rischio di inquinamento delle acque.

In relazione a queste problematiche, di seguito si riportano gli indicatori analitici, organizzati secondo le diverse problematiche ambientali richieste dalla Norma ISO Tabella 2. Tali informazioni sono state poi digitalizzazione parte B Questionario, Tabella 2. La rilevazione aziendale ha previsto, inoltre, la caratterizzazione pedologica dei suoli Carta dei suoli Regione Toscana, e l analisi chimico-fisica di quelli rappresentativi per ogni tipologia in totale sono stati fatti 20 campionamenti distribuiti in tutte le aziende.

I suoli sono stati aggregati in 5 tipologie Tabella 2. Sono state acquisite le informazioni cartografiche di base carta tecnica regionale 1: Inoltre è stata acquisita la cartografia dei suoli della Regione Toscana. Su queste aree poi sono state effettuate le elaborazione per arrivare al calcolo degli indicatori agro-ambientali analitici.

Questo indicatore ha l obiettivo di valutare il rischio potenziale per l uomo, per l acqua e l aria prendendo in considerazione gli effetti ecotoxicologici sui lombrichi del suolo, sui pesci, sulle alghe e i crostacei nelle acqua Trevisan et al.

Azoto lisciviato Il calcolo dell azoto lisciviato viene fatto attraverso il modello CropSyst Cropping System simulation model. CropSyst è un modello per lo studio dei sistemi colturali che simula, a livello giornaliero e per un numero illimitato di anni, il bilancio idrico e il bilancio dell azoto nel sistema suolo-pianta, la produzione di sostanza secca e l accrescimento della copertura vegetale biomassa ed indice fogliare e dell apparato radicale, la produzione e la decomposizione dei residui colturali.

Le opzioni di gestione colturale comprendono la scelta della cultivar, la rotazione colturale, l irrigazione, la fertilizzazione azotata, le lavorazioni e la gestione dei residui colturali. Il bilancio dell azoto comprende il trasporto, le trasformazioni mineralizzazione netta, nitrificazione e denitrificazione , l assorbimento di ammonio, la fissazione simbiontica, la richiesta e l assorbimento da parte della coltura.

Il bilancio dell azoto interagisce con quello idrico, simulando il trasporto di azoto lungo il profilo e la quantità che rimane disponibile per l assorbimento da parte della coltura Stockle Stockle et et al. Indicatori relativi al sistema suolo 3.

Erosione del suolo L indice consente di valutare la perdita di suolo dai diversi appezzamenti aziendali in funzione delle caratteristiche pedoclimatiche e gestionali.

L erosione del suolo viene calcolata attraverso il modello Cropsyst sopra descritto che utilizza l equazione universale per la previsione delle perdite di suolo USLE Universal Soil Loss Equation Wischmeier and Smith, L equazione di Wischmeier and Smith è la seguente: Bilancio della sostanza organica L obiettivo dell indice è di valutare l entità dei fenomeni di depauperamento o arricchimento di sostanza organica nel suolo.

Gli apporti di sostanza organica input sono calcolati come: Gli output di sostanza organica sono calcolati come OM mineralizzata: Indicatori relativi al sistema Biodiversità 6. Diversità colturale Esprime la diversità delle classi di uso del suolo all interno dell azienda e con esso la complessità della distribuzione spaziale degli appezzamenti. Si misura con l individuazione sulla cartografia aziendale della superficie totale di ogni coltivazione di ogni appezzamento.

Si considera la vegetazione erbacea, arbustiva ed arborea, sia naturale che appositamente seminata o piantata infrastrutture ecologiche , fra cui rientrano le seguenti tipologie di uso del suolo: Lunghezza delle siepi L indice è espresso come lunghezza di siepe per ettaro di superficie agricola utilizzata SAU. Il calcolo dell indice viene effettuato individuando sulla cartografia aziendale la lunghezza delle siepi Lazzerini et al. Le aree a pascolo sono rilevate dai dati del sistema Risultati In tabella 6 si riportano i risultati salienti derivanti della valutazione degli effetti della gestione aziendale sui sistemi ambientali acqua, suolo e biodiversità per l alto e il basso Mugello.

Sistema Suolo Per quanto riguarda la gestione dei suoli le aziende facenti parte la filiera hanno un comportamento sostanzialmente corretto. Si osserva infatti un valore medio di erosione del suolo sia per il Basso che per l alto Mugello valore medio rispettivamente di 1.

Per alto Mugello si arriva ad una valore massimo di erosione poco superiore al valore soglia 5. Anche la gestione delle lavorazioni non influenza in modo negativo l erosione del suolo. Per esempio nell alto Mugello si stanno introducendo per alcune colture lavorazioni meno impattanti che in parte sostituiscono l aratura. Ai fini della conservazione della fertilità del suolo il bilancio della sostanza organica rapporto fra apporti e mineralizzazione della sostanza organica ha un saldo positivo valore medio di 1.

A fronte di quanto osservato il territorio del Mugello in generale presenza sicuramente numerosi punti di forza in termini di gestione del suolo conservazione della sostanza organica e ridotta erosione del suolo, gestione corretta delle lavorazioni. Per le aziende del Basso Mugello, pur essendoci un basso livello di erosione del suolo, un punto di debolezza riguarda la gestione dei seminativi autunno-vernini per i quali è necessario intervenire anticipando il periodo di semina che consente di aumentare la copertura del suolo nel periodo critico autunno invernale.

Sistema acqua Per quanto riguarda l inquinamento delle acque il territorio del Mugello ha un comportamento corretto in termini di utilizzo di prodotti fitosanitari, risulta critico invece la gestione dei liquami. Si evidenzia infatti un rischio di lisciviazione dell azoto nell acqua di falda, grazie all apporto al suolo di liquame, in un periodo molto distanza dalla semina e in assenza di nessuna copertura in grado di utilizzare l azoto contenuto nei liquami stessi.

Per quanto riguarda l indice pericolosità potenziale EPRIP dei prodotti fitosanitari esiste una differenziazione in base alla diversa localizzazione geografica delle aziende. Infatti nessuna azienda dell Alto Mugello usa prodotti diserbanti e una parte di queste adotta un metodo di coltivazione biologica.

Nel Basso Mugello invece si osserva un uso di prodotti diserbanti sia sulle colture autunno vernine che quelle primaverili estive. In generale la lisciviazione è legata al fatto che è effettuata temporalmente molto distanza dalla semina, quando non c è copertura del suolo. A fronte di quanto osservato il territorio del Mugello in relazione all inquinamento delle acque, presenza sia punti forza gestione dei fitofarmaci e un punto critico nella gestione dei liquami.

In conseguenza dell utilizzo sul suolo di liquami, non inseriti in un bilancio fra asportazione delle colture e apporti azotati fertilizzanti di sintesi ed organici , si evidenzia un alto rischio di lisciviazione dell azoto nell acqua di falda. Per quanto riguarda la diversità colturale il valore medio 1.

Solo poche aziende hanno una dimensione aziendale limitata e quindi strutturalmente hanno difficoltà nel diversificare la superficie coltivata. Per le altre aziende, che hanno una dimensione economica più rilevante, è possibile invece la diversificazione della superficie aziendale.

Come per i boschi anche per i pascoli esiste un marcato effetto della componente territorio su questo indicatore. Quindici delle 29 aziende hanno superfici a pascolo e pascolo arborato, con una diversificazione fra alto e basso Mugello che dipende dalle caratteristiche pedo-climatiche e morfologiche dei due territori.

In media la superficie a pascolo risulta circa il Per il Basso Mugello invece il valore rilevato di Delle 14 aziende al di sotto di questa soglia, 12 sono localizzate nel basso Mugello, solo 2 nell alto Mugello. A fronte di quanto osservato il territorio del Mugello in generale presenza sicuramente numerosi punti di forza in termini di presenza di habitat e di diversificazione delle coltivazioni.

Per le aziende del Basso Mugello invece la biodiversità per questo aspetti risulta anche un punto di debolezza. In alcune aziende la mineralizzazione della sostanza organica è più elevata dell apporto di materiali organici esempio residui colturali, letame e quindi peggiore il bilancio della sostanza organica. In queste aziende rappresentative il monitoraggio nel tempo dovrà essere eseguito sia attraverso indicatori di tipo analitico, ma anche di tipo sintetico, i primi con cadenza pluriennale esempio ogni 5 anni e con effetti a livello territoriale, i secondo con cadenza annuale calcolati direttamente dalle aziende aderenti al patto di filiera.

Entrambi permetteranno di verificare l effetto sulle diverse componenti ambientali delle misure gestionali richieste agli agricoltori con il patto di filiera.

Al fine di valutare nel tempo gli effetti delle pratiche agricole sulle risorse ambientali sarà necessario procedere ad un monitoraggio, individuando aziende rappresentative individuate sulla base delle tipologie aziendali definite sulla base di una analisi multivariata sul territorio del Mugello.

In queste aziende rappresentative il monitoraggio nel tempo dovrà riguardare sia indicatori di tipo analitico, calcolati con cadenza pluriennale esempio ogni 5 anni e con effetti a livello territoriale, che di tipo sintetico dai primi scaturiti calcolati con cadenza annuale, calcolati direttamente da tutte le aziende Tali indicatori permetteranno innanzi tutto di verificare l effetto delle misure gestionali richieste agli agricoltori con il patto di filiera, sulle diverse componenti ambientali.

Tali misure gestionali potranno inoltre essere utilizzate per ai fini della definizione di misure agro-ambientali previste nella attuale programmazione delle politiche di sviluppo rurale a livello territoriale con la definizione di programmi integrati territoriali PIT e altri progetti di cooperazione previsti dalla Regione Toscana. Nel complesso,i risultati dell indagine sull impatto prodotto dalla filiera Mukki-Mugello sui sistemi suolo, acqua e biodiversità consentiranno alla Filiera di intraprendere tutte quelle azioni atte ad accrescere la conoscenza della filiera toscana del latte bovino; rafforzare la filiera del latte bovino in Toscana e il rapporto fra la filiera i partner commerciali e la collettività e adottare un approccio di sostenibilità che incida su tutto il processo produttivo e di trasformazione.

Attraverso l uso degli indicatori selezionati sarà possibile misurare il miglioramento della filiera nei tre comparti ambientali esaminati facendo riferimento alla base line identificata dalle attività di Progetto.

Il sistema degli indicatori per il monitoraggio dei sistemi suolo, acqua e biodiversità Selezione e presentazione degli indicatori Gli indicatori sintetici sono stati individuati sulla base dei risultati degli indicatori analitici proposti per l analisi di sostenibilità dal gruppo di ricerca del DISPAA nell ambito del progetto CASET. Gli indicatori sintetici hanno la funzione di monitorare annualmente, per i diversi aspetti ambientali, le prestazioni delle diverse aziende partecipanti alla filiera.

Sistema Biodiversità Indicatore 1: Una maggiore diversità spaziale delle colture accompagnata ad una diversificazione colturale nel tempo rotazione delle colture fornisce una misura della biodiversità pianificata, attuata dall agricoltore attraverso le sue decisioni gestionali e tecnicoeconomiche.

La biodiversità pianificata ha una relazione sia diretta con il funzionamento dell agro-ecosistema regolazione dei fitofagi, riciclo elementi nutritivi, ecc. Quest ultima comprende la flora e la fauna del terreno e della vegetazione che colonizzano l agro-ecosistema dagli ambienti circostanti. E auspicabile introdurre colture con un ciclo produttivo che aumenti la copertura del terreno nel periodo in cui le piogge sono più aggressive, o colture leguminose che consentono la riduzione dell apporto di fertilizzanti di sintesi.

Ne è un esempio la coltura del lino, che permette l arricchimento del tenore in omega-3 delle razioni per le vacche da latte. Numerosi studi condotti confermano questo, mettendo in evidenza come la qualità dei grassi del latte è influenzata sensibilmente da una alimentazione con lino.

Aziende con un numero di ettari contenuto, strutturalmente hanno difficoltà nel diversificare la superficie coltivata. Le criticità agro-ecologiche che derivano da una bassa diversità colturale ha riflessi negativi sulla gestione complessiva aziendale e in particolare sulla componente strutturale della biodiversità e di conseguenza sulla erosione e fertilità dei suoli e qualità e sanità delle produzioni.

L indice di diversità colturale è uno degli indici di diversità più popolari; nato molti anni fa sulla base di teoria dell'informazione Shannon e Weaver , applicato in primo luogo alla diversità delle specie, usato dagli ecologisti del paesaggio per misurare aspetti come la struttura e la composizione del paesaggio.

In valore assoluto questo indicatore non è particolarmente significativo, il suo valore diventa rilevante come indice relativo per confrontare diversi paesaggi o lo stesso paesaggio in momenti diversi, come è nel caso in oggetto. University of Illinois Press, Urbana, p. Cleup Editrice, Padova, p. Landscape Ecology, 1 3 , p. The ecological role of biodiversity in agroecosystems, Agr.

In Indicatori di Biodiversità per la sostenibilità in Agricoltura - Linee guida, strumenti e metodi per la valutazione della qualità degli agro ecosistemi, Caporali F. Agricultural Surveys in European countries, June , Italy: Siena Modalità di calcolo a livello aziendale L indicatore è calcolato a livello aziendale, con la formula di Shannon Shannon, C.

L unità di misura è un numero Modalità di aggregazione a livello di filiera L indicatore di diversità colturale a livello aziendale è aggregato a livello di filiera come media ponderata rispetto alla SAU superficie agricola utilizzata del valore dell indicatore calcolato a livello aziendale. Perché l indicatore possa fornire informazioni corrette è necessario che sia calcolato con continuità nel tempo per almeno un arco temporale di 5 anni, durante i quali sono Il valore medio ponderato calcolato per il è stato pari a 1, Nel grafico viene rappresentato l indice di diversità colturale per l anno nelle aziende partecipanti alla filiera.

Di queste, 5 sono aziende hanno una dimensione aziendale limitata e quindi strutturalmente hanno difficoltà nel diversificare la superficie coltivata. Per le altre aziende, che hanno una dimensione economica più rilevante, è possibile invece incrementare la diversificazione della superficie aziendale. La presenza di boschi indica la forma di colonizzazione biologica più prossima alla comunità climax condizione di equilibrio dell ecosistema naturale.

La crescente incidenza percentuale di boschi sul totale della superficie aziendale è un indicatore di maggiore biodiversità e minore impatto ambientale. Le aree di bosco alternate ai campi coltivati, al pari delle siepi o di altre infrastrutture ecologiche bordi campo, aree non coltivate, laghi e stagni, ecc. Inoltre, se connesse sul territorio attraverso elementi lineari, come ad esempio siepi, corsi d acqua, agiscono da corridoi ecologici per il movimento della fauna all interno del paesaggio agrario.

Le criticità agro-ecologiche che derivano da una scorretta gestione di tali aree comportano la perdita di habitat rifugio, la perdita di diversità e ricchezza di specie vegetali e animali, la perdita di corridoi ecologici. International Journal of Agricultural Sustainability, 1 1: Perché l indicatore possa fornire informazioni corrette è necessario che sia calcolato con continuità nel tempo per almeno un arco temporale di 5 anni, durante i quali sono raccolti i dati necessari al suo calcolo.

L obiettivo prefissato con questo indicatore è quello di conservare e gestire le aree a bosco per le aziendale partecipanti la filiera, non riducendo tale superficie rispetto a quella dell anno precedente.

Quattro delle 29 aziende non hanno copertura boschiva. Di queste, 3 sono aziende hanno una dimensione aziendale limitata e quindi non sono in grado di lasciare parte della superficie aziendale non coltivata in modo permanente.

Infatti sono habitat che sostengono una ricca comunità di flora e fauna selvatica. Inoltre, i semi e gli insetti presenti forniscono un importante fonte alimentare per alcune specie di uccelli. Questi ambienti stanno, purtroppo, gradualmente diminuendo a causa dell abbandono delle pratiche agricole nelle aree svantaggiate che provoca il loro naturale rimboschimento e quindi la perdita di aree aperte importanti ai fini della conservazione della biodiversità. La riduzione dell allevamento ha limitato gli interventi di gestione di tali aree, modificando la loro composizione floristica e faunistica.

Un gestione estensiva delle aree a pascolo crea una larga varietà di nicchie che possono essere sfruttate da specie diverse di piante, farfalle, bombi e altri insetti che permette l aumento del cibo e degli habitat rifugio per gli uccelli. Oltre agli effetti diretti sulla biodiversità delle specie, tali habitat forniscono una serie di servizi ecosistemici come ad esempio il mantenimento della fertilità del suolo, la fissazione del carbonio, il controllo biologico naturale.

La gestione di queste aree, oltre a fornire tali servizi, contribuisce poi positivamente sulla gestione dei sistemi agricoli zootecnici e sulla qualità delle produzioni. L alimentazione degli animali al pascolo o con foraggi provenienti da tali colture come nel caso dei prato pascoli , oltre che migliorare il benessere animale, ha un effetto sulla qualità del latte in particolare in termini di aumento del contenuto in lipidi.

L indicatore si esprime in percentuale. L obiettivo prefissato con questo indicatore è quello di conservare e gestire le aree a pascolo per le aziendale partecipanti la filiera. Eventuali benchmark Valore target: Queste ultime, non richiedendo alcuna concimazione azotata e lasciando nel terreno apprezzabili quantità di questo importante nutriente, oltre a favorire l allungamento dell'avvicendamento colturale, riducono il fabbisogno aziendale di azoto di sintesi con positivi riflessi economici e ambientali.

La presenza nell avvicendamento delle colture leguminose permette la conservazione della fertilità chimico-fisica del suolo, il contenimento delle infestazioni erbacee e parassitarie, la riduzione dell uso dei concimi azotati, con effetti positivi anche sulla riduzione della lisciviazione dell azoto nelle acque. A livello più generale, il mantenimento di ordinamenti colturali diversificati permette la conservazione di un ambiente agricolo più eterogeneo e conseguentemente di una maggiore ricchezza di specie vegetali e animali.

E ormai opinione comune che una delle maggiori cause della riduzione degli uccelli nelle aree agricole sia proprio la perdita dei sistemi arativi misti e in rotazione. A livello aziendale la diversificazione colturale attraverso l inserimento delle colture leguminose offre anche la possibilità di migliorare il reddito aziendale grazie alla riduzione dei costi per l acquisto dei concimi azotati. Eventuali benchmark Valore soglia: L indice di copertura del suolo nel periodo critico invece è una misura indiretta della suscettibilità del suolo all'erosione nel periodo più critico dell anno, quello autunno-invernale novembre marzo nelle condizioni climatiche e orografiche della Regione Toscana.

Si tratta, in genere, di specie da erbaio quasi sempre a ciclo invernale, da utilizzarsi come intercalari in precessione ad una coltura a ciclo estivo per garantire un adeguata copertura del terreno dalla fine dell estate fino all impianto della coltura principale in primavera. Le criticità agro-ecologiche che deriva da una ridotta copertura del suolo riguardano quindi la riduzione della fertilità del suolo con effetti negativi sulla biodiversità del suolo stesso in termini di composizione e di struttura delle comunità microbiche nel suolo.

ABD-LO, Wageningen Modalità di calcolo a livello aziendale I dati necessari per il calcolo dell indice di copertura annuale del suolo espresso come percentuale sono rappresentati dalle superfici coltivate, rilevabili annualmente dalla DUA aziendale su portale ARTEA, al quale viene attribuito una valore di copertura nei diversi mesi dell anno attraverso un semplice foglio di calcolo allegato 7. Dal calcolo dell indicatore sono escluse le coltivazioni arboree fruttiferi, oliveti, vigneti e le aree a bosco, i castagneti da frutto e gli impianti forestali.

ABD-LO, Wageningen Modalità di calcolo a livello aziendale I dati di input per il calcolo dell indice di copertura del suolo nel periodo critico sono rappresentati dalle superfici coltivate, rilevabili annualmente dalla DUA aziendale su portale ARTEA, a cui viene attribuito una valore di copertura nei mesi da novembre - marzo.

Dal calcolo dell indicatore sono escluse le coltivazioni arboree e le aree a bosco, i castagneti da frutto e gli impianti forestali Modalità di aggregazione a livello di filiera L indicatore di copertura del suolo nel periodo critico a livello aziendale è aggregato a livello di filiera come media ponderata rispetto alla SAU superficie agricola utilizzata del valore dell indicatore calcolato a livello aziendale.

Nel grafico viene rappresentato l indice di copertura nel periodo critico calcolato per l anno nelle aziende partecipanti alla filiera. Per quanto riguarda la biodiversità il territorio del Mugello ha caratteristiche importanti in termini di conservazione di habitat come il pascolo riconosciuti dalla Comunità Europea come aree prioritarie per la conservazione di specie animali e vegetali rare o i boschi, sui quali la gestione zootecnica non entra in contrasto.

Il complesso di infrastrutture ecologiche presenti in tutto il territorio siepi, bordi campo, macchie di bosco arricchisce questo territorio di biodiversità, le cui aree agricole possono essere considerate a pieno titolo per lo meno quelle dell alto Mugello come aree agricole di alto valore naturale. Anche per quanto riguarda la gestione dei suoli, le aziende facenti parte la filiera hanno evidenziato un comportamento sostanzialmente corretto.

Per queste colture quindi è necessario adottare pratiche agricole per esempio la semina anticipata che consentono di tenere il suolo coperto nel periodo più a rischio per l erosione.

Potrebbe inoltre essere interessante introdurre nella rotazione colture, utilizzabili nell alimentazione del bestiame, che hanno una copertura del suolo migliore rispetto ai cereali autunno-vernini.

Per La gestione delle lavorazioni le aziende del Mugello, hanno dimostrato che è possibile agire in modo positivo sulla riduzione dell erosione. Per esempio nell alto Mugello si stanno introducendo operatrici che in parte sostituiscono per alcune colture l aratura. In conseguenza dell utilizzo di liquami, distribuiti sul terreno e non sempre inseriti nei piani di fertilizzazione agronomica aziendali che prevedono un bilancio fra asportazione delle colture e degli apporti azotati derivanti dai liquami stessi, gli apporti di azoto che derivano dagli anni precedenti, gli apporti di fertilizzanti chimici , si evidenzia un rischio di lisciviazione dell azoto nelle acque di falda.

Risulta necessario quindi procedere ad un monitoraggio nel tempo delle pratiche agricole per valutare il loro effetto sulle risorse ambientali. In queste aziende rappresentative il monitoraggio nel tempo degli indicatori analitici e sintetici, i primi con cadenza pluriennale esempio ogni 5 anni e con effetti a livello territoriale, i secondo con cadenza annuale determinati direttamente dalle aziende aderenti al patto di filiera , permetteranno di verificare l effetto delle misure gestionali richieste agli agricoltori con il patto di filiera, sulle diverse componenti ambientali.

Oltre a questo tipo di emissioni, che si verificano in ambito aziendale emissioni dirette , si devono considerare anche quelle che si verificano laddove si producono i mezzi tecnici che vengono utilizzati in azienda trattrici, operatrici, impianti, fertilizzanti, fitofarmaci, ecc.

Affinché le aziende della filiera possano intraprendere queste iniziative, occorre: Prodotti attesi In questa fase del progetto si è inteso stimare le emissioni di gas-serra a livello aziendale sia relativamente alle tecniche di gestione dei seminativi e dei pascoli che delle mandrie delle 28 aziende reali della filiera Mukki-Mugello.

Metodologia utilizzata Gli impatti ambientali della filiera Mukki-Mugello sul comparto aria sono stati valutati attraverso la metodologia scientifica dell'analisi del ciclo di vita o Life Cycle Assessment LCA secondo gli standard ISO: Gli input al modello sono stati: Per ogni azienda e per ogni specie coltivata sono stati raccolti i dati relativi alle operazioni colturali effettuate, ai tempi di lavorazione e alla potenza dei trattori impiegati fase 2.

Da questi è stato possibile stimare il consumo di gasolio e di oli minerali per ognuna delle operazioni colturali effettuate. Le emissioni relative alla combustione del carburante, alla sua produzione e alla produzione degli olii minerali sono state calcolate a partire da processi presenti nel database del software GaBi6. I fertilizzanti, il letame e il liquame distribuiti nei terreni agricoli sono stati rilevati tramite interviste dirette agli allevatori per ogni coltura e inseriti nel modello.

A partire dalle quantità applicate, sono state calcolate le emissioni in aria di ammoniaca NH 3 , protossido di azoto N 2 O dirette e indirette, di ossido di azoto NO , e i rilasci di fosforo e di nitrati nelle acque. Le emissioni sono state calcolate seguendo le indicazioni e i fattori di emissione contenuti nella PCR La produzione delle sementi è stata modellizzata utilizzando i processi del database Ecoinvent; le specie non presenti sono state assimilate a quelle più affini, mentre la quantità di semente utilizzata per ogni coltura è stata stimata a partire da dati delle interviste e di letteratura Assosementi, Ministero politiche agricole e forestali.

I dati dei consumi idrici per l'eventuale irrigazione delle colture quali il mais, sono stati calcolati a partire dai volumi di adacquamento registrati atttraverso le interviste in azienda e alla tipologia di acqua utilizzata. Le principali esclusioni in questa fase riguardano: Non è stato possibile raccogliere i dati relativi al cambiamento di uso del suolo relativi agli ultimi 20 anni nelle aziende oggetto di studio, come richiesto dalle linee guida IPCC, per poter calcolare la variazione dello stock di C dell'ecosistema.

Tuttavia, da un confronto dei dati sulla copertura percentuale della SAT dei due Censimenti Istat del e riferiti ai seminativi Lo smaltimento del packaging e la relativa produzione di rifiuti sono invece comprese nella fase riguardante le operazioni di stalla. I foraggi acquistati hanno in generale una provenienza locale e la loro coltivazione è stata assimilata a quella di foraggi prodotti in un azienda di medie dimensioni nell area di studio.

La frazione di foraggi acquistata rispetto all autoproduzione e la distanza percorsa per il trasporto sono state ricavate dalle fatture fornite dagli stessi allevatori e, dove non presenti, è stata considerata una distanza media di approvvigionamento di 10 km. Per il trasporto è stato ipotizzato l utilizzo di mezzi di medie dimensioni flotta con portata compresa tra 3.

Per la produzione dei mangimi si è fatto riferimento ai quantitativi di mangimi utilizzati per la produzione di 1kg di Latte Mukki Mugello Intero e Parzialmente scremato. Non essendo possibile utilizzare i dati secondari per la produzione dei mangimi complessi, la loro modellizzazione è stata effettuata utilizzando i dati presenti sulle etichette dei prodotti, contenenti informazioni sulla tipologia di ingredienti e sulla composizione chimica dei mangimi, da questi è stato possibile ricavare le quote percentuali di ogni ingrediente.

Nel modello sono stati inseriti i processi di produzione di tutte le componenti dei mangimi utilizzando i processi della coltivazione delle colture già presenti nel database.

È stato invece necessario creare dei processi ad hoc riguardanti la produzione delle farine di estrazione soia, colza e girasole , della farina di mais e dei prodotti del frumento farina, crusca e farinaccio , applicando a questi dei fattori di allocazione su base economica, come richiesto dalla PCR Arable crops.

Il trasporto dei mangimi dal magazzino di stoccaggio alle aziende è stato ipotizzato come effettuato su camion di medie dimensioni flotta con portata media di tonnellate , mentre le distanze percorse sono state ricavate dai dati presenti sulle fatture. Dove questo dato non era disponibile è stata considerata una distanza media di approvvigionamento di km. Le principali esclusioni in questa fase riguardano i consumi energetici per la trasformazione degli alimenti all interno dei mangimifici e la produzione di alcuni degli ingredienti, di cui non sono presenti dati nel database nello specifico: Modellizzazione delle attività di stalla All interno di ogni allevamento sono state definite cinque categorie di bovine: Vitelle mesi ; 2.

Manze 12 mesi 1 parto ; 3. Bovine in lattazione primipare; 4. Bovine in lattazione pluripare; 5. Bovine in asciutta sia primipare che pluripare. Le cinque categorie in cui è stata divisa la stalla hanno differenti durate di riferimento che a volte eccedono i 12 mesi. Dies ist nur ein kleiner Ausschnitt aus unserem Geeignet als Lichtquelle oder Deko-Objekt. Vom Baldachin aus geh. Die Leuchte mit Projektor ist mit einem Laser der Klasse 2 ausgestattet. Durch neun verschiedene Programmierungen lassen sich unterschiedliche Lichteffekte zaubern.

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